Anche quest’anno la Casa delle Donne di Milano partecipa a Bookcity Milano 2025. Lo fa attraverso tre proposte diverse che testimoniano la pluralità degli interessi e delle attività delle sue molte socie. Come sempre in Bookcity, c’è l’imbarazzo della scelta! Ma si potranno seguire tutti e tre i nostri eventi. Vi aspettiamo numerose/i alla Casa delle Donne di Milano.
Al mattino dalle 10,30 parleremo di ” Cibo come atto politico”, incontrando Maria Chiara Montera, autrice del libro SUGO (Blackie 2025)
Cucinare è pensare: donne, tradizioni e potere nelle cucine
Nel suo libro Sugo, Maria Chiara Montera intreccia ricordi e pensieri sul cibo come linguaggio affettivo e politico. È un viaggio dentro la materia viva delle relazioni, una storia di identità, memoria e trasformazione.
Attraverso la lente dell’antropologia del cibo, Sugo racconta come le tradizioni culinarie siano anche archetipi familiari: strutture che proteggono ma, a volte, imprigionano. Nelle cucine domestiche, per generazioni, le donne hanno trovato un modo per esprimere cura, ma anche per resistere. In questo spazio privato e spesso invisibile, il gesto di cucinare può diventare un atto politico, una risposta silenziosa alla cultura patriarcale che tende a ridurre la cura a dovere e il nutrimento a sacrificio.
Il libro dialoga così con il femminismo contemporaneo, invitandoci a guardare al cibo come forma di potere e di autodeterminazione. Cucinare può essere un modo per riprendersi il proprio tempo, il proprio corpo, la propria voce.
Ma Sugo è anche una riflessione sull’identità nazionale e sul razzismo. In un’Italia che si definisce attraverso la “sacralità” della propria cucina, nessuna tradizione è pura: ogni ricetta nasce da contaminazioni, migrazioni, scambi. Parlare di cucina italiana significa, allora, riconoscere una storia di incontri, ma anche di esclusioni.
Nel solco del tema di BookCity 2025, Il potere delle idee, Sugo ci mostra che anche da un gesto quotidiano come mescolare un sugo può nascere un pensiero radicale: la possibilità di riscrivere le relazioni, rinegoziare i ruoli e riconoscere l’altro come parte di sé.
Antonella Eberlin
Al pomeriggio, dalle 16 alle 18, partendo dall’interessante romanzo storico Il cuore affamato delle ragazze (Mondadori 2025), insieme all’autrice Maria Rosa Cutrufelli e alla storica Elisabetta Vezzosi specialista di storia americana, discuteremo sulle straordinarie lotte delle operaie tessili di New York nel 1910 e sul tremendo incendio scoppiato alla fabbrica di camicette “Triangle” nel marzo 1911, in cui morirono moltissime ragazze immigrate. La rabbia delle donne divampò in tutto il mondo.
Vite, amori, lotte e tragedie delle operaie tessili di New York nel 1910-11
Maria Rosa Cutrufelli fa rivivere nel suo recente romanzo “Il cuore affamato delle ragazze” le ragazze approdate a New York agli inizi del secolo scorso, con affetto e un po’ di nostalgia per gli anni 1910/11: dure lotte sindacali ed entusiasmo delle giovani donne nella ricerca di pane e rose, lavoro, amori, giustizia e libertà.
La protagonista, Etta, è italo-americana, figlia di emigrati poi rientrati a casa e poi di nuovo a Philadelphia, sempre a cavallo tra due mondi. La ragazza si trasferisce a New York, lavora in un ospedale come infermiera e poi in uno studio medico. Negli anni Dieci del Novecento la metropoli in pieno sviluppo accoglie immigrati da ogni parte del mondo, è una città dove tante cose nascono. Le ragazze che ci vanno a vivere e a lavorare, fiere della propria indipendenza, sono affamate di vita e di esperienze.
A Manhattan, Etta lavora al quinto piano del grattacielo Asch Building; agli ultimi piani c’è la fabbrica tessile Triangle, dove lavora la sua amica Tessie: giovane donna intelligente che trova anche il tempo per dare una mano all’accoglienza degli immigrati.
Tessie affascina Etta; le due si innamorano. Tessie la introduce nei caffè dove discutono i giornalisti, i socialisti e gli anarchici; negli ambienti in cui si forma il vivace movimento delle operaie immigrate, disposte a lottare e ad affrontare la dura repressione. Queste lotte si affiancano alle rivendicazioni per il diritto di voto.
40.000 operaie tessili nell’inverno del 1910 e nei primi mesi del 1911 dànno vita a un’impressionante e imprevedibile catena di scioperi e manifestazioni. Nulla le ferma. Ottengono l’adesione del sindacato e la solidarietà di donne ricche di New York. Vincono, ma poco dopo scoppia il terribile incendio nella fabbrica di camicette della Triangle, in cui muoiono quasi 150 persone, in grande maggioranza donne e ragazze immigrate lasciate chiuse all’interno: la strage diventa il detonatore per la rabbia delle lavoratrici e delle donne in tutto il mondo.
Di questo romanzo discuteremo con l’autrice Maria Rosa Cutrufelli e con la storica Elisabetta Vezzosi. Letture a cura di Cinzia Iraci. Coordina Vittoria Longoni L’evento sarà registrato e visibile sulla pagina Facebook della Casa delle Donne di Milano
Vittoria Longoni
Dalle 18 alle 19,30 nella Palestra femminista, con Domitilla Meloni, autrice del bel libro La musica dell’anima. Voce, canto, meditazione, Enrico Damiani Editore, percorreremo insieme un viaggio dal silenzio al suono, dall’IO al NOI, dal respiro alla parola, fino all’espressione di sé nel canto, attraverso la pratica della meditazione con la voce.
Vieni a scoprire e cantare la tua, la nostra musica dell’anima per dare voce alle donne. Un laboratorio pratico tra intimità, politica e trasformazione
Con Domitilla Melloni
Viviamo immersi in un mare di voci, ma come si ascolta la propria voce? Come si ascoltano le voci altrui? Domitilla Melloni ci conduce in un viaggio dal silenzio al suono, guidandoci nella pratica della meditazione con la voce a partire da processi che dal respiro portano fino all’espressione di sé nel canto.
Per scoprire, tra le mille che ci abitano, una voce nuova, mai sentita, che ha il compito di raccogliere a unità tutte le altre e che ci chiama a essere quello che siamo. Una via per tornare in contatto con il nostro corpo, un motivo di riflessione sul legame saldissimo che unisce ogni voce alla persona che ne è animata e un’opportunità di ricerca di nuova consapevolezza.
La voce è relazione: ci lega agli altri esseri viventi; ci rivela reciprocamente; ci respinge e ci incanta; ci incita alla lotta e ci invita alla cura. Se ascoltata con attenzione, ci porta sempre alla scoperta del simbolo vitale, impasto di corpo, psiche, spirito, che è l’essenza di ogni piccolo gesto vocale umano. Proprio questa potenza simbolica di ogni voce può diventare una palestra per imparare a comprendere le opposizioni che vivono dentro e fuori di noi.
Grazie alla pratica del canto come ricerca e meditazione, la voce ci guida verso una confidenza nuova con il nostro corpo e con la sua sacralità; ci insegna a riconoscere nell’esperienza incorporata la radice di ogni parola e di ogni pensiero; ci mostra l’urgenza spirituale costitutiva di ogni essere umano nel riconoscimento reciproco di una serena integrazione, di nuova espressione, di intima metamorfosi. Dall’uso della mia voce per comprendermi, a farmi comprendere e comprendere le voci altrui; fino a dire con chiarezza di me, dei miei pensieri e desideri, facendo spazio alle parole e ai pensieri altrui. Un viaggio che non si fa in solitudine, ma insieme ad altri cercatori: dal silenzio al suono, dall’IO al NOI.
Il laboratorio si incentra sul libro: La musica dell’anima. Voce, canto, meditazione
di Domitilla Melloni, Enrico Damiani Editore.
Domitilla Melloni è Analista ABOF e formatrice dei laboratori voce LMDA
Saranno presenti le trainer della Palestra Femminista. Fino ad esaurimento dei posti disponibili
Domitilla Melloni
