*Scritto collettivamente dalle partecipanti alla visita al Piccolo.
Lunedì 13 aprile 2026 siamo andate con Parisina a visitare due delle tre sedi del Piccole Teatro di Milano: il Piccolo Teatro Studio, intitolato dal 2013 alla grande attrice Mariangela Melato, e il Piccolo Teatro Strehler, inaugurato nel 1998 e intitolato appunto al regista che nel 1947 è stato tra i fondatori del primo Stabile pubblico in Italia.
Non è stata una visita ‘qualunque’. Vanina, che ci ha accompagnato, non solo ha ripercorso per noi la storia dei due teatri, ma ci ha anche consentito di scoprirli da una diversa prospettiva, guidandoci a capire ciò che è un teatro e ciò che in un teatro avviene, non tanto in sala, ma soprattutto “dietro le quinte”, dietro il palcoscenico. Dunque abbiamo visitato non solo platea e galleria, ma anche i camerini degli attori, la sartoria, i magazzini…
Va detto che il Piccolo è molto accogliente. La nostra visita non è stata un’eccezione ma rientra tra le numerose attività previste dalla Direzione per avvicinare al teatro e farlo conoscere in ogni suo aspetto: dagli spettacoli mattutini per le scuole alle visite-spettacolo destinate alle bambine e bambini delle primarie e alle loro famiglie…
Un’impressione d’insieme:
“È stato emozionante entrare in teatro dal retro, percorrere dei corridoi e delle scale per arrivare ai camerini degli attori vuoti, ed immaginare quando sono pieni di voci e di movimento; arrivare alle stanze delle sartorie, così silenziose e ordinate e ricche di lavoro; vedere le sarte all’opera a preparare vestiti suggestivi, che saranno poi indossati dagli attori durante i loro spettacoli; arrivare poi alle stanze degli attrezzi, al retro del palcoscenico, con tutti i suoi segreti. Devo dire che, per me, è stato scoprire un altro spettacolo, che mi ha ancora più convinta che il teatro è vita”.
La visita alla sartoria ci ha colpito in modo particolare:
“Il Piccolo è ancora uno dei pochi teatri in Italia che abbia una sartoria al suo interno e speriamo che, visto tra l’altro che viviamo nella città della moda, questo mestiere meraviglioso non venga perduto e che le nuove generazioni possano apprezzarlo”.
“Abbiamo visto tanti vestiti, davvero interessanti e curati nel minimo dettaglio. Le sarte, con le loro mani d’oro, rimettono a nuovo i vestiti usati dopo ogni spettacolo perché possano avere una nuova vita e siano pronti per il prossimo spettacolo”.
E ancora, sempre per quanto riguarda la sartoria:
“È stato molto interessante conoscere l’uso di materiali particolari per confezionare gli abiti e i copricapi dei personaggi delle fiabe e quanto si siano impegnati nell’ideazione degli abiti di scena grandi stilisti come per esempio Antonio Marras”.
Ci ha incuriosito molto anche la visita ai magazzini e all’attrezzeria:
“Nei magazzini sono presenti tantissimi oggetti di scena e anche meccanismi che imitano fenomeni naturali come la pioggia e il vento…”
Un’osservazione finale a conclusione della visita:
“Tutto bellissimo, ma ho un piccolo dispiacere per quanto riguarda il Teatro Studio Melato… Ci vorrebbe una targa visibile all’esterno anche per lei… Solo dentro, mi sembra poco.
Lei era originale e contemporanea e l’attuale configurazione del teatro [un tempo Teatro Fossati, ristrutturato radicalmente all’interno negli anni Ottanta] la rappresenta.





