Come Casa delle Donne esprimiamo solidarietà al Leoncavallo e aderiamo alla manifestazione del 6 settembre 2025.
In particolare siamo vicine all’Associazione Mamme Antifasciste del Leoncavallo, donne capaci di sperimentare nuovi modi di partecipazione politica, con coraggio, inventiva e fermezza.
Come donne e come femministe sappiamo bene quanto gli spazi di autonomia siano preziosi e quanto le diversità siano una ricchezza per le città. La nostra storia ci insegna la necessità di una politica che sappia partire dalle vite, dai corpi, dai desideri e dalle forme di liberazione impreviste, che fioriscono anche al di fuori delle strette maglie del diritto.

Per questo guardiamo allo sgombero del Leoncavallo come a un segnale d’allarme per la direzione presa da Milano, che descriviamo con le parole di una nostra socia, Xina Pecchillo Veronese, e viene ribadito con forza nell’intervento della nostra presidente Carlotta Cossutta, all’assemblea cittadina del 2 settembre 2025, alla Camera del Lavoro, che potete vedere più avanti.

Dire che si tratta di un simbolo sarebbe riduttivo.
Sicuramente  in quelle mura, diverse negli anni, si è svolta una parte determinante dell’attività culturale della metropoli. Potremmo fare la lista di una successione di eventi di indubbia importanza culturale,  ma ciò che  oggi riteniamo invece necessario è cogliere il suo valore  in quanto laboratorio di formazione e di crescita individuale, collettiva e sociale, che partendo dalla sua Storia si proietta nel futuro.

In questi giorni, innumerevoli testimonianze di attori, musicisti, scrittori e professionisti vari della sfera culturale, riempiono le pagine dei social. Flussi di memoria in cui  traspaiono gli elementi di solidarietà, accoglienza e comunità, ritrovati nel centro sociale. Principi di cui Milano ha bisogno, ora più che mai.

Questa metropoli dei crateri, delle buche, delle assenze. Dove l’ologramma si estende verso l’alto, con sfarzi luccicanti di mega edifici, mentre tutto intorno si scavano tombe per il cadavere della città che fu e di quella che non sarà. I giochi di potere incalzano: vendette, complotti, subdoli giochetti. Troppi interessi allungano gli artigli sul territorio urbano.
E in tutta questa decadenza la Milano operosa e accogliente, quella terra di speranza per i molti arrivati dai  diversi sud in tempi passati e odierni, scompare.

La casa è diventata un bene di lusso. Un accessorio costoso per cui si combatte una guerra all’ultimo soldo. Gli investitori appaltano l’esproprio di interi quartieri ai Real Estate e i lavoratori a stipendio risicato preparano i bagagli per emigrare verso una periferia sempre più periferica.
Il corpo giovane e quello resistente  sfilano  nelle strade contro le ingiustizie, ritagliando  lembi di territorio, organizzando zone liberate dove fare cultura e politica, con regole differenti dai locali e dalle discoteche, in cui i branchi sbranano le diversità. Il corpo sano resiste e ne è prova tutto l’universo di proposta dell’associazionismo e di partecipazione cittadina.

Ma per quanto ciò sarà ancora possibile?

Difendiamo e sosteniamo il diritto all’esistenza di spazi culturali, indipendenti e autogestiti. Perché amiamo una Milano viva, creativa e inclusiva.

@video Marinella Sanvito.