Chi si CURA delle lavoratrici di cura
Venerdì 1° maggio, ore 18
Incontro online sui problemi di badanti, colf e assistenti nell’emergenza Covid. Interverranno  sindacaliste, rappresentanti di comunità straniere e ricercatrici, firmatarie di un appello per una “democrazia della cura”

Sono colf, badanti, assistenti, quasi tutte donne, più di un milione e mezzo in Italia. Si prendono cura degli anziani, dei bambini, delle nostre case. Ma l’emergenza Covid 19 ha scoperchiato l’altra, strutturale emergenza in cui si trovano. Molte di loro sono prive di tutela sanitaria, previdenziale, lavorativa. Per due terzi sono straniere, a volte irregolari, comunque impossibilitate a ritornare nei Paesi d’origine. Se perdono il lavoro (magari per la morte dalla persona assistita) perdono anche la casa.
Il primo decreto “Cura Italia” non le aveva previste, ora sembra che qualcosa si muova. Ma non ci sono certezze ed è importante continuare a fare pressione perché vengano tutelate.
Soprattutto, è importante per il futuro garantire una condizione strutturale che consenta loro di emergere dal lavoro irregolare e non riconosciuto, di accedere a forme di protezione sociale ed economica.
Si tratta in sostanza di porre fine alla discriminazione che subiscono nei confronti delle altre categorie, come del resto prevede la Convenzione 189 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro che l’Italia ha firmato nove anni fa.
Il 1° maggio è una buona occasione per riflettere su questo aspetto della condizione di lavoro, che riguarda tante donne e tante famiglie.
Per partecipare, bisogna iscriversi inviando una mail a comunicazione@casadonnemilano.it.
Riceverete i codici e le semplici istruzioni per entrare nell’incontro attraverso la piattaforma Zoom.