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Barcellona, giustizia per le persone migranti

PROGRAMA_pagina1Come spiega il programma, la costruzione dell’Europa-Fortezza è stata preparata da politiche di esclusione anno dopo anno. Le migliaia di morti e sparizioni di tanti fratelli e sorelle che cercavano di arrivare alle frontiere europee non sono soltanto la conseguenza di queste politiche, ma rappresentano anche un crimine intollerabile contro l’umanità.

Dal 2017 un grande numero di associazioni di migranti e gruppi della società civile attivi nella difesa dei diritti umani hanno chiesto unitariamente al Tribunale Permanente dei Popoli di dare visibilità alle e ai migranti di ogni provenienza come soggetti inviolabili di diritti, per identificare e giudicare la catena di corresponsabilità che nel corso di tutta la rotta migratoria producono la violazione dei diritti umani delle persone migranti, e di indicare e promuovere con urgenza appropriate misure di accesso alla giustizia.

Il TTP ha dunque organizzato una prima udienza nel luglio 2017 a Barcellona, una seconda a Palermo nel dicembre 2017 e una terza a Parigi nel gennaio 2018. Ora, dal 29 giugno al 1° luglio, si è svolta nuovamente a Barcellona una sessione del Tribunale dedicata agli Spazi “No diritti” in tre aspetti: Frontiera Sud, Genere e Minori.

Tra le associazioni che hanno promosso la convocazione di questa sessione è presente anche la nostra Rete femminista No muri No recinti-Casa delle Donne di Milano, che aveva richiesto già a Palermo, con uno specifico documento, di dare attenzione e visibilità alle donne migranti.

All’interno della giornata di genere, abbiamo accompagnato alcune testimonianze sulle storie di donne migranti. Una è stata presentata da Giulia Fiordelli operatrice di Cooperativa Società Dolce che gestisce a Ravenna due case di accoglienza per ragazze richiedenti asilo, e collabora con la Casa delle Donne di Ravenna che fa parte della nostra Rete No muri, No recinti. Un’altra testimonianza indiretta è stata portata da Ariela Iacometti di NonUnaDiMeno Genova. Una testimonianza diretta è stata portata invece da un’amica eritrea, Ribka, con la Casa internazionale delle Donne di Roma.

In questa sessione la giuria era composta tutta da donne di grande esperienza: Bridget Anderson (UK), Laia Serra (Spagna), Patricia Orejudo (Spagna), Staša Zajovic (Serbia), Teresa Almeida Cravo (Portogallo), Marina Forti (Italia).

Presto pubblicheremo alcune relazioni di grande interesse e soprattutto presenteremo le conclusioni di questa importante sessione del Tribunale Permanente dei Popoli, preziose per aiutarci a orientare riflessioni e scelte sempre più urgenti per contrastare il crescente razzismo politico e istituzionale in questa Europa che chiude porti e frontiere.

Floriana Lipparini

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