Nello Spazio da Vivere.
Progetto Itaca Milano ODV
Via A. Volta 7/a – 20121 Milano
www.progettoitaca.org
Mercoledì 18 marzo 2026, alla consueta lettura dei quotidiani, dalle 10,30 alle 12, ospitiamo Cristina Battocletti, scrittrice, giornalista per la Domenica del Sole24 ore e critica cinematografica. Fra i suoi libri, con Boris Pahor, la biografia Figlio di nessuno, il romanzo La mantella del diavolo, Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste, Giorgio Strehler. Il ragazzo di Trieste. Vita, morte, miracoli. Con Epigenetica (La Nave di Teseo, 2023) ha vinto i premi Merano, Flaiano, Dolores Prato.

Le giardiniere si ritrovano, come di consueto, per lavori di manutenzione in giardino dove, chi desidera partecipare all’attività, le troverà (pioggia permettendo).
Incontri aperti al pubblico, nello Spazio da vivere, ovvero serate in cui verrà messa a disposizione la strumentazione e l’impianto per suonare anche per chi non ha fatto il corso DJ (dietro tesseramento).
In Bibliomediateca le socie di Autocoscienza promuovono mercoledì 18 marzo alle ore 19.30 il quarto incontro “Come liberarsi dal fascino del potere nelle relazioni tra donne?”. Da gennaio continuiamo a riflettere insieme una volta al mese su questo tema secondo noi importante.
Se è anche una tua domanda o semplicemente ti interessa esplorare questo argomento, sarai la benvenuta. Ci farebbe molto piacere averti con noi!
le autocoscienti
Gli incontri di autocoscienza sono separatisti ma non a numero chiuso si tengono ogni mercoledì alle ore 19.30.
Ingresso da Via Marsala, 10.
Saremo pronte ad accogliervi, ascoltarvi, e analizzare le vostre richieste così da poter trovare insieme le possibili soluzioni più adatte alle vostre esigenze.
Chi vuole fissare un appuntamento in quelle due ore, deve mandare un SMS al numero: 0039 375 717 7057 oppure scrivere a sportello@casadonnemilano.it


Susan M. Schultz (nato nel 1958) è un poeta, critico, editore e professore di inglese americano presso l’Università delle Hawaii a Manoa. È specializzata in poesia moderna e contemporanea, letteratura americana e scrittura creativa. Si è trasferita dalla Virginia a Honolulu nel 1990.
Biografia
È nata a Belleville, nell’Illinois, e vive a Kāne’ohe, nelle Hawaii. È autrice di tre raccolte di poesie, Aleatory Allegories (Salt, 2000), Memory Cards & Adoption Papers (Potes & Poets, 2001) E poi è successo qualcosa (Salt, 2004), un libro critico, A Poetics of Impasse in Modern and Contemporary American Poetry (University of Alabama Press, 2005), e redattore di The Tribe of John: Ashbery and Contemporary Poetry (Università di Alabama Press I suoi libri di poesia includono Another Child, Earthquake Dreams, Voice-oversVoice-overs (con John Kinsella) e Addenda.
Nel 1995, Schultz ha fondato Tinfish Press, una rivista cartacea ed elettronica ed editore di poesie sperimentali della regione del Pacifico (tra cui Hawaii, Nuova Zelanda / Aotearoa, Australia, California e Canada occidentale) e di una serie di chapbook di Tinfish Network.
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https://www.vocidallisola.it/2025/06/20/io-e-eucalipto-di-susan-m-schultz/
Una donna e un albero sono i protagonisti eccentrici del racconto filosofico Io ed Eucalipto di Susan M. Schultz., tradotto da Pina Piccolo e Maria Luisa Vezzali in cui la scrittrice, a partire dalle affermazioni aforistiche di Martin Buber, prova ridefinire i confini e a intrecciare legami con le altre forme di vita non umane, in particolare con un solitario albero di eucalipto.
Se non esiste un Io in quanto tale, allora chi sei tu? Questa domanda si scontra subito con la corporeità che ci determina e definisce l’altro , in questo caso l’ albero che si proietta costantemente davanti alla sua presenza come un totem, duro e resistente ma in continua trasformazione cromatica e materiale.
Allora se il confine dei corpi ne sigilla la differenza tuttavia esiste una terra di mezzo comune dove l’io che parla entra in contatto e si mescola in reciproca influenza con esso , facendo della scrittura un luogo di interrogazioni e di riflessioni su cosa succede al corpo/ parola nel suo coinvolgimento con altri corpi.
La scrittrice accompagnata dalla cagna Lilith torna ripetutamente in questo zona di devozione fra lei e l’albero, che è quasi priva di spessore storico, se non fosse per gli echi, da giornali o da radio, di scene violente, assalti e sparatorie che la risvegliano dal flusso dei pensieri – io mi aggiro di nuovo per il mondo con tutto il suo terrore.
Osservare un albero, supporne una vita autonoma, assurgerlo a partner in un dialogo intimo , in una nuova postura del conoscere, perchè il tu deve diventare un Esso e guardare i suoi più minuziosi dettagli, nei suoi infiniti cambiamenti di colore, per molte settimane, fotografarlo nelle più diverse sfumature , angolazioni e ingrandimenti e riconoscere nella corteccia le forme di due demoni nascosti o scoprire un geco incastrato nella resina.
Ogni capitolo è introdotto dalle foto di eucalipto, quadri astratti di tinta e luce, venature e nodi, spirali e mescole di colori, gocce di pittura su una tela scrostata: e come cambiano le colorazioni, prima la corteccia è nera e la resina gialla poi assume sfumature brune accanto al nero e infine appaiono i suoi riflessi arcobaleno, così anche i pensieri prendono strade diverse, dalla riflessione filosofica sulla reciprocità al ruolo dell’immagine nell’arte.
Più di tutti il fluido scorrere dei pensieri, in un linguaggio che diventa sempre più denso, si concentra sulla fotografia, che è soprattutto luce, e il suo rapporto con il reale perché l’arte esige finzione ma anche verità la nostra epoca vive di finzioni , ma esige fatti.
L’immagine, così pervasiva oggi, sta lentamente perdendo la sua garanzia di veridicità, sia perché fotografare implica scegliere di vedere e perciò interpretare, sia perché anche la sua funzione di memoria si affievolisce sotto i continui stimoli di impulsi non volontari: ad esempio il nostro I- Phone evidenzia ricordi che non sono nostri, perlomeno non quelli che avremmo avuto ascoltando il vento e gli uccelli, l’immagine è cioè uno stimolo artificiale.
Il ritmo dell’osservazione e della lingua è lento , eco- meditazioni si allontanano trascinandomi con loro, frasi che si attaccano ad altre frasi, sdolcinate, collose come resina , le parole e le frasi cristallizzano perché il linguaggio non dimora nell’uomo, bensì è l’uomo a dimorare nel linguaggio e a parlare dal suo interno, esso si è in quell’interstizio di spazio tempo fra lei e l’albero e ne è stato plasmato e rimodellato.
Allora le gocce spumeggiano, allora la resina emana un suo aroma e una sua fragranza; l’osservazione assume connotati poetici, il cui linguaggio è quello che permette la dilatazione dello sguardo al di là della fotografia, al di là della realtà che tra violenza e calma fa da sfondo alle riflessioni.
Poesia e filosofia possono essere anche il linguaggio delle immagini, della natura, un ponte verso un albero solitario che immobile e silenzioso ci sopravviverà, custode di un tempo a noi sconosciuto.
La creatività come potenziale genetico e come un’estensione del prodigioso movimento dell’universo. Apertura all’esplorazione e alla trasformazione di sé e dell’ambiente. Propensione a sperimentare, flessibilità di fronte a imprevisti e risoluzione di problemi, orientamento al cambiamento.
Cercheremo sperimentare gli istinti di esplorazione e i movimenti di espansione, ritiro, integrazione, adattamento e innovazione comuni a tutti gli organismi viventi.
Un esperienza arricchita da musiche e incontri integranti. (Non occorre saper ballare).
Torniamo a sentire!
Info e iscrizione: cell. 3286860425 palestrafemminista@casadonnemilano.it

Il Gruppo è formato dalle adesioni scritte su apposito cartellone nell’ultima riunione dello Spazio partecipato
Incontro In presenza.
Chi avesse difficoltà a partecipare in presenza lo comunichi ad Antonella Eberlin che invierà il link

