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La forza del mito: Medea ci interpella ancora

evento Medea3Almeno 70 persone, volti conosciuti e facce nuove, hanno affollato lo Spazio da Vivere, mentre scorrevano sulla parete di fondo le immagini delle varie medee rappresentate da artisti e attrici, e hanno partecipato con grande interesse all’ incontro-dibattito sul tema: “Medea: una e molte”, nell’ambito del ciclo Donne e mito. Abbiamo avuto, ancora una volta, una conferma della grande attualità di questo e degli altri miti greci, nelle loro molteplici varianti che continuano a parlarci di noi.

Vittoria Longoni ha tenuto un’ampia introduzione sui presupposti mitici, sulla tragedia di Euripide e sulle numerosissime rivisitazioni, antiche e moderne, femministe e non: se ne contano almeno 400 sul piano letterario e teatrale, a cui vanno aggiunte le numerose interpretazioni nel campo delle arti figurative e delle composizioni cinematografiche e musicali. Questa figura è diventata veramente mondiale: sia perché Medea è stata rappresentata di volta in volta come una donna nera (per esempio in Demea di Guy Butler), o come zingara (come nelle opere di Anouil e di Max Rouquette), o messicana, o irlandese o di altri popoli; sia perché tra le autrici /autori che hanno ripreso il mito ci sono anche artiste/i sudamericani, giapponesi, camerunensi, ecc.

Di volta in volta rappresentata come colpevole o come vittima del patriarcato, più spesso è entrambe le cose insieme. Medea è veramente libera dal potere maschile, oppure la sua ribellione vendicativa, estrema e in fondo autolesionistica, deriva ancora dalla dipendenza verso l’eroe a cui si è data interamente, e da cui è stata strumentalizzata in modo meschino e brutale? Quali sono le ragioni più profonde della tragica uccisione dei suoi figli? Oltre alla passione vendicativa, che l’accomuna ai principali eroi maschi greci, quanto pesa in questa decisione così sofferta la sua esclusione di profuga, straniera rispetto alla città, o la volontà di proteggere i figli da un mondo ostile?

Filomena Rosiello ha proposto nel suo intervento un’analisi stimolante, di taglio psicoanalitico junghiano: il mito di Medea in questa prospettiva si lascia interpretare come un processo di individuazione che si avvia, ma che non giunge ancora a compimento. Numerosi interventi  appassionati dal pubblico hanno esplorato le diverse possibilità interpretative e gli spunti di riferimento al dibattito contemporaneo dei femminismi. Ci saranno altri incontri, altri miti da rileggere e da far rivivere.

A questo link trovate APPUNTI PER MEDEA di Vittoria Longoni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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