Eccoci con due libri che in vario modo ci invitano a ricordare la cultura greca e latina, nei suoi possibili risvolti. Dio di illusioni, BUR 1992, romanzo di formazione di Donna Tartt, ha come protagonisti un gruppo di adolescenti appassionati della cultura classica, che stentano a sintonizzarsi con i coetanei e vivono difficili passaggi esistenziali; l’autrice e i suoi personaggi condividono l’amore per la letteratura antica, la filosofia, e le cose semplici ma “belle e buone”, come dicevano gli antichi greci. Il recente libro di Maria Grazia Ciani, Le porte del mito – Il mondo greco come un romanzo, Marsilio 2020, contiene una serie di saggi che ripercorrono l’antica lingua greca e i suoi miti fondanti, dagli eroi omerici ad Antigone, Arianna, Euridice ed Orfeo, mediante le numerose rivisitazioni recenti che ne dimostrano la persistente vitalità simbolica. Anche in questi due libri torna il tema della delicata relazione tra vivi e morti, tra presente e passato, che abbiamo osservato nella puntata precedente della rubrica. Continuate a mandarci commenti e contributi all’indirizzo librarsi@casadonnemilano.it li pubblicheremo sul sito anche in agosto. Buone letture e buona estate!

Donna Tartt
Dio di illusioni
BUR 1992

Copertina 1 (Tartt)“Dio di illusioni” è un romanzo di formazione, pubblicato nel 1992. Una storia oscura e intricata, protagonisti ragazzi e ragazze tormentati, durante un difficile passaggio all’età adulta.
In una piccola università americana, il protagonista e i suoi amici frequentano le esclusive lezioni di un eccentrico professore, figura che rimane nell’ombra, ma che li influenzerà fatalmente. Immersi nella cultura classica, faticano ad entrare in sintonia con i coetanei e con il mondo al di fuori delle aule. Questa sarà la loro condanna: si macchieranno di hybris, e la nemesi li colpirà senza pietà, e al loro destino non potranno sottrarsi.
La storia è difficile ma bellissima. L’autrice e i suoi personaggi amano, visceralmente, il bello: la letteratura antica, la filosofia, il buon cibo (e il buon bere), i bei tessuti, le cose apparentemente semplici, ma di qualità e lusso understatement.
Ed è soprattutto questo aspetto che mi fa rimpiangere di non avere letto questo romanzo durante gli anni della mia formazione. Ho frequentato un liceo classico duro, competitivo, a tratti spietato, totalmente inadatto al mio carattere. Forse, avrei potuto apprezzare la bellezza e la dolcezza delle cose classiche, tenendone un pezzettino nel mio cuore, forse mi avrebbero arricchita, non schiacciata. Ma magari questo è chiedere troppo a un libro.
Di questa autrice e dei suoi romanzi (oltre a questo, “Il piccolo amico” e “Il cardellino”) amo le storie intricate, lunghe, ricche di particolari, ma sempre coerenti, e i protagonisti e le protagoniste, profondamente umani e in cui ci si identifica in un attimo.
Consigliato a chi vuole un libro da divorare, molto alle ragazze e ai ragazzi, e anche a chi ha un po’ nostalgia del passato.

Sara Battini


Maria Grazia Ciani
Le porte del mito. Il mondo greco come un romanzo.
Marsilio, 2020, disponibile anche in ebook.

Copertina 2 (Ciani)Innumerevoli sono le porte dei miti, sliding doors che si aprono in tutte le direzioni. Il libro recente di Maria Grazia Ciani si compone di saggi diversi. Si parte da da riflessioni sulla polivalenza delle parole del greco antico, e ci si trova a ripensare le figure fondanti, da Achille ed Ettore a Odisseo, Nausìcaa e Palamede; da Antigone ad Arianna, a Dioniso e Penteo, a Euridice e Orfeo. La grande studiosa rinnova la sua motivazione fondamentale: riconfermare le inesauribili verità contenute nei miti greci attraverso le molte interpretazioni a variazioni che ne vengono date nel corso dei millenni, sia in testi filosofici e in saggi che in opere narrative.
Le parole greche, proprio in quanto polivalenti, hanno sempre bisogno di un contesto per essere comprese: ma il contesto cambia in continuazione, e questo garantisce la possibilità che le antiche parole trovino sempre nuove significazioni, spesso ambivalenti e sfaccettate, del resto già implicite nella poliedrica area semantica che le caratterizza fin dalle loro prime attestazioni.
Tra le riletture proposte da Ciani, il saggio sull’Iliade mette in evidenza il doppio significato attribuito alla guerra: energia vitale e distruzione brutale, la “bella morte” e la forza che annienta, onore e gloria da un lato, polvere e sangue dall’altra. Sia nelle similitudini, sia nella narrazione omerica, questo doppio volto viene espresso con grande potenza. Nel saggio dedicato ad Euridice, la famosa trasgressione compiuta dal marito innamorato, Orfeo, che contravvenendo all’istruzione divina si volta a guardare l’amata durante il percorso che potrebbe riportarla alla luce, perdendola così di nuovo, è interpretata come un segno dell’impossibilità di ridare vita terrena ai defunti, lasciando aperto il mistero della morte e il dubbio di fondo: forse la vita terrena è una favola, mentre la vera realtà sta nella condizione degli scomparsi. In questa prospettiva, dopo la famosa poesia di Rainer Maria Rilke, rinarra il mito Dino Buzzati nel suo Poema a fumetti che ha come protagonisti Orfi ed Eura, come pure nel romanzo Un amore. Un’altra rivisitazione è contenuta nel monologo di una donna ricoverata in una Casa di riposo, nel testo Lei dunque capirà di Claudio Magris: il suo amato, che tenta di farla evadere da quel luogo oscuro, vorrebbe in realtà conoscere il segreto della morte, che però resta inafferrabile. Ovidio nelle Metamorfosi aveva infine riunito per sempre i due sposi innamorati nella morte. Un nuovo incontro di tipo particolare immagina Tolkien, nel suo romanzo postumo, per gli amanti Lùthien e Beren, riuniti nella “Terra dei morti che vivono di nuovo”.
Lutti privati e pandemie ci portano a riflettere ancora di più su questi temi. I saggi di Maria Grazia Ciani ci confortano, una volta di più, sulla possibilità di scoprire sempre nuovi significati nei nostri amati testi greci.

Vittoria Longoni