Manifestazione per aborto, particolare

Il 19 aprile 2023 il Consiglio Regionale Piemonte ha approvato il bilancio preventivo 2023-2025 che contiene, tra l’altro, il raddoppio dello stanziamento per il Fondo Vita Nascente da 460.000 euro del 2022 a UN MILIONE di euro per il 2023.
Il Fondo Vita Nascente non è altro che un esplicito finanziamento pubblico ad associazioni private che come unico scopo hanno l’antiabortismo e l’umiliazione del diritto all’autodeterminazione delle donne.
Inoltre il FVN dà modo a queste associazioni private di entrare nelle strutture pubbliche (ospedali e consultori) per svolgere concretamente la loro propaganda e intercettare le donne in difficoltà (parole usate nella determina).
Consideriamo questo provvedimento della Giunta Piemonte un gesto fanatico, ideologico e integralista che vuole imporre un unico modello di famiglia eterosessuale in piena applicazione del dettato fascista “Dio Patria e Famiglia”.
È un atto gravissimo di cui la Regione Piemonte ha il pessimo primato in tutto il Paese.

Carla Quaglino della Casa delle Donne di Torino.

Qui di seguito il comunicato stampa divulgato al proposito da Rete +di194voci.

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COMUNICATO STAMPA
La Regione Piemonte rifinanzia il fondo vita nascente e, purtroppo, piuttosto che lasciare,
raddoppia usando soldi pubblici contro l’autodeterminazione delle donne

La Rete +di194voci denuncia nuovamente il finto buonismo patriarcale che soggiace ai diversi provvedimenti che la Regione Piemonte sta portando avanti rispetto ai diritti, autodeterminazione e corpi delle donne, delle soggettività lgbtqia+ e rispetto alle famiglie e alla genitorialità. Durante i lavori di approvazione del bilancio della Regione infatti la maggioranza di Giunta ha proposto e votato lo stanziamento di ben 1 milione di euro per il fondo vita nascente. Contestiamo che soldi pubblici siano utilizzati per campagne ideologiche! Esiste già la legge 194/78 che ha dato negli anni ottimi risultati attraverso la prevenzione e la diminuzione delle interruzioni di gravidanza.
I percorsi di aiuto pubblico alle donne gestanti in ordine al riconoscimento o non riconoscimento del nascituro e all’esigenza di segretezza del parto sono situazioni molto diverse tra loro e, da sempre, sono prese in carico dal servizio pubblico. È sconcertante la totale mancanza di rispetto nei confronti delle donne. Le gestanti in difficoltà, quelle di cui sulla carta dovrebbe occuparsi il fondo, sono attualmente prese in carico dai gestori delle funzioni socio-assistenziali dei Comuni e dei Consorzi, così come i Consultori pubblici svolgono le funzioni loro assegnate dalla legge. Come già denunciato l’anno scorso, la regione ha costruito un’impalcatura privata (ottobre 2022) – per il 99% costituita da associazioni integraliste antiabortiste – accanto a quella pubblica, svalorizzata e non sostenuta con un rafforzamento di strutture e organici.
Questa regione, e lo stesso governo, non parla mai di prevenzione che è la premessa per far sì che si realizzino condizioni favorevoli per la scelta consapevole di maternità, ad esempio promuovendo la gratuità della contraccezione.
Tutte le statistiche ci dicono che questa scelta, non semplice, è meno legata a problemi economici e più alla precarietà del lavoro e di vita e alla legittima scelta di autodeterminare le proprie vite.
NOI non ci sentiamo parte di questa narrazione e CHIEDIAMO:
– l’attivazione di tutte le misure di prevenzione, compresa la contraccezione gratuita
il pieno riconoscimento del lavoro pubblico e del suo valore attraverso il potenziamento dei servizi sociali e del personale e dei consultori per tutte le fasce d’età
– la piena tutela della salute sessuale e riproduttiva per tuttә
– il ricorso alle tecniche più moderne e l’immediata attivazione dei percorsi per l’aborto farmacologico nei consultori e la riapertura di un consultorio a Vallette
– il vero sostegno al reddito, alla genitorialità e al welfare e il contrasto alla precarietà del lavoro
Siamo stanchə di questa narrazione che colpevolizza le persone più fragili, anche economicamente: non si può risolvere tutto con una mancetta patriarcale! I servizi socio- assistenziali e sanitari pubblici sostengono già chi è in difficoltà, non sono pochi euro che autodeterminano la scelta, così importante e delicata, di abortire.
La Rete +di194voci continua a denunciare e scendere in piazza per contrastare i provvedimenti regionali e nazionali che colpiscono i diritti, l’autodeterminazione e corpi delle donne, delle soggettività lgbtqia+ e delle persone migranti.

Torino, 19 aprile 2023                                                                                                                                         UFFICIO STAMPA