Sabato 29 marzo, un argomento ostico come il denaro viene a insediarsi nella Casa delle donne.

Come possono le donne sostenersi economicamente? Bella domanda.

Lo spazio stesso di cui stiamo usufruendo è in comodato gratuito, ma tutto il resto delle spese è da pagare. Quindi occorre spremere le meningi e riflettere su come sostenersi. Al momento il tesseramento e le donazioni ricevute danno la possibilità di sostentamento della Casa per un anno, ma poi? Possiamo continuare a sperare nelle donazioni?

D’altra parte non possiamo sperperare il patrimonio costruito dal movimento femminile. Occorre pertanto creare una responsabilità collettiva che si faccia carico della sua continuità.

Si parla della possibilità di provare a fare una campagna di raccolta quote associative,come è stato fatto a Bologna, o di partire da un progetto economico in grado di preservare la nostra storia, magari affidandoci a un team di esperte di finanza che sappiano come mettere insieme un capitale.

Perché la visibilità di certe donne diventi la visibilità di tutte.

Interessante sarebbe anche riuscire ad accaparrarsi uno dei fondi europei che partiranno nel 2015.

Arriva poi una proposta concreta: investire in un TRUST,( una specie di fondo di diritto privato), che garantisca a chi colloca il capitale il rendimento del 3%, con quel fondo finanziare a livello internazionale microcredito che verrebbe concesso al tasso di interesse del 5% e con la differenza del 2% finanziare singole donne, iniziative, associazioni che si trovano in difficoltà economica.

Occorre ragionarci su, creando un gruppo di studio che metta a disposizione energie e competenze.

Si conclude così una discussione che, pur riflettendo il nostro rapporto difficile col denaro, è stata ricca di spunti su cui lavorare.

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