Wisława Szymborska ( 1923-2012. Premio Nobel per la letteratura nel 1996).

In “Parabola”, come in molte altre sue poesie, Wisława ci mette davanti a una situazione sospesa e insolita, descritta senza retorica: un messaggio di aiuto racchiuso in una bottiglia che galleggia sull’oceano. Si segue lo scorrere delle parole a piccoli passi, e incontriamo solo alla fine quello che fa scaturire il senso di questo ritrovamento e lo dilata: “non è troppo tardi o troppo lontano” accogliere un messaggio inviato da qualcuna o qualcuno che chiede una risposta al suo bisogno.

Parabola

Dei pescatori tirarono fuori dagli abissi una bottiglia.
Dentro c’era un pezzo di carta, con scritte queste parole:
«Aiutatemi! Sono qui. L’oceano mi ha gettato su un’isola deserta.

Sto sulla sponda e aspetto aiuto. Fate presto. Sono qui!».
«Non c’è data. Sicuramente ormai è troppo tardi. La bottiglia può aver galleggiato in mare per molto tempo» disse il primo pescatore.
«E non c’è indicazione del luogo. Non si sa neanche quale oceano sia» disse il secondo pescatore.
«Non è né troppo tardi né troppo lontano. L’isola qui è ovunque» disse il terzo pescatore.
Seguì una sensazione di disagio, calò il silenzio.

È quel che accade con le verità universali.

Wisława Szymborska da “La gioia di scrivere


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